Manifesto
“Lives woven among the vines. Un sogno che cresce tra le vigne del Monferrato.”
Chi Siamo
Siamo una famiglia appassionata di vini e innamorata delle colline del Monferrato e dei loro panorami in ogni stagione. Ci siamo avvicinati al mondo del vino naturale passo dopo passo, scoprendone ogni sfumatura con curiosità e grandi soddisfazioni. Lo abbiamo fatto con il desiderio di imparare, con passione e con la voglia di metterci il nostro impegno, nella semplicità di una famiglia con un sogno condiviso.
Abbiamo avuto l'opportunità di trasformare questa passione in un'attività a cui dedichiamo tempo, fatica ed energie con entusiasmo. Non siamo vignaioli per tradizione, proprio per questo ci siamo circondati di esperti che condividono la nostra filosofia: fare vini buoni e autentici, zero difetti. Insieme a loro, stiamo costruendo un progetto chiaro, con l'obiettivo di acquisire competenze solide e produrre un vino di qualità fin da subito.
Cosa Facciamo
Coltiviamo solo tre vitigni bianchi piemontesi, varietà riscoperte, una oramai affermata come il Timorasso, le altre due in auge come il Baratuciat ed il Nascetta.
Privilegiamo un approccio “pragmatico e ispirato ad un principio di non invasività” (cit R. Frega), studiando l'interazione tra la terra del Braudei e i vitigni impiantati, pianificando i migliori affinamenti in cantina.
Lavoriamo su piccole produzioni, impegnandoci a produrre il miglior vino possibile. Un vino di qualità e non in quantità, capace di coinvolgere chi lo beve in un'esperienza sensoriale autentica e unica, inebriandosi del territorio in ogni sua sfumatura.
Vogliamo crescere assieme alle viti, maturare come i nostri vini, coinvolgendo con piacere clienti ed amici che vorranno affiancarci in questo processo.
Come Lavoriamo
“L'uomo è il direttore d'orchestra. I musicisti sono il luogo, il clima, il paesaggio e la geologia.”
(cit. N. Joly).
Il biologico certificato è il nostro punto di partenza. Il minimo indispensabile per una visione rispettosa del suolo, della vigna e del vino in cantina ed in bottiglia. Ogni annata è l'espressione autentica e irripetibile dell'incontro tra terra, clima e persone.
100% uve proprie, selezionate e raccolte a mano. Pratichiamo inerbimento e sovescio tra i filari, senza diserbo né concimi chimici. La potatura rispetta i flussi naturali della linfa e i trattamenti protettivi impiegano solo prodotti biologici in dosi omeopatiche, solo se necessario e basati su osservazione diretta della pianta.
In cantina la fermentazione è spontanea, esclusivamente con lieviti indigeni, senza additivi enologici. Utilizziamo pochissima solforosa, solo quando necessaria e in quantità ben al di sotto dei limiti consentiti dal biologico, mediamente oltre il 60% in meno. Non effettuiamo chiarifiche né filtrazioni, perché vogliamo che ogni bottiglia racconti il vino nella sua espressione più autentica: “buoni senz'altro”.
Dove Siamo
La nostra vigna gode di una posizione ideale: esposta a est (filari da nord a sud), beneficia del giusto equilibrio tra sole e temperature. È ventilata naturalmente, con un microclima che la protegge sia d'estate che d'inverno. L'altitudine la tiene sopra le nebbie, garantendo condizioni ottimali per la maturazione delle uve, senza troppa umidità.
Il nostro casale, sovrastante la vigna, è un edificio rustico recuperato, con un'ex stalla ora locale vendita e degustazione. La posizione è panoramica, con una vista che abbraccia le colline e il territorio agricolo e vitivinicolo, e si trova lungo un percorso turistico ciclo-pedonale che porta visitatori a scoprire la bellezza e la storia di questo territorio.
Annesso all'abitazione c'è un fienile, diventato un progetto di recupero privato e famigliare, il “Fienile delle Conchiglie”. Custodisce fossili di conchiglie incastonati nella pietra locale con cui è costruito, la pietra da cantone, estratta nelle cave della zona, operative sino a qualche anno fa. Le conchiglie fossili, le spine di riccio, sono la testimonianza di un mare antico (14-16 milioni di anni fa!). Il Fienile delle Conchiglie è visitabile su appuntamento anche dai non appassionati di vino.
Dalla vigna al calice.
Tre bianchi piemontesi di riscoperta e un blend corale: il manifesto, tradotto in bottiglia.